Enna, i Centri diurni del Csr verso la chiusura?

La Sicilia, cronaca di Enna
27 gennaio 2012

“I CSR SI AVVIANO ALLA CHIUSURA”
Handicap. Dall’1 febbraio non saranno più forniti servizi di riabilitazione agli utenti disabili; appello di 400 famiglie.

Che i Csr-Aias della nostra provincia siano dei centri di eccellenza non lo dicono tabelle particolari. Lo dicono semplicemente le circa 400 famiglie che da anni ad oggi hanno trovato nei centri di Enna, Piazza Armerina e Barrafranca un appoggio, un conforto. Una croce fatta di sofferenza, ma anche – grazie soprattutto agli 80 operatori che rischiano il posto di lavoro – di speranza, di gioia per i piccoli, talvolta anche rilevanti, miglioramenti. Chiunque venga chiamato a decidere sulle sorti di questi tre centri dovrebbe prima visitarli. “I tre centri dal primo febbraio chiudono – hanno tuonato i responsabili dei tre Csr, Adamo, Naso e Vetriolo – se la provincia e i comuni non rinnovano le convenzioni sul servizio assistenziale diurno dei disabili”. Quindi l’ancora di salvataggio per questi “ragazzi speciali” è il rinnovo della convenzione sia con la provincia che contribuisce per il 50 per cento delle rette sia con i comuni che contribuiscono per il rimanente 50. Convenzioni messe in discussione a causa della riduzione dei trasferimenti finanziari da parte dello Stato. “Abbiamo avuto un incontro con il presidente della provincia – hanno spiegato i tre responsabili Csr – che ci ha manifestato fortissime difficoltà a rinnovare la convenzione a causa della riduzione di circa tre milioni di euro di finanziamenti. L’unica speranza è se con la nuova legge del governo Monti la riduzione si limiti solo ad un milione e duecento mila euro. E’ una notizia che la provincia dovrebbe ricevere tra la fine del mese e i primi giorni di febbraio”.

“Per quanto riguarda il comune di Enna – ha riferito Adamo – abbiamo scritto e sollecitato diverse volte il sindaco, però ancora non ha dato nessuna risposta. Abbiamo chiesto di incontrare l’assessore al ramo, ma non ci è stata data la possibilità di farlo. L’unico che ci ha ricevuto è l’assessore Di Gangi il quale ci ha manifestato la volontà dell’amministrazione a rinnovare la convenzione”. “Stessa volontà – riferisce Lorenzo Naso – l’ha espressa il sindaco di Piazza Armerina Negrelli”.

“A mettere nero su bianco – sottolinea Vetriolo – al momento è stato il sindaco Ferrigno di Barrafranca”. “Non basta la volontà, ci vogliono i fatti” hanno commentato i genitori dei disabili pronti a dare battaglia. “La nostra è l’unica provincia della Sicilia che non ha il servizio di seminternato per soggetti con disabilità gravi. Non siamo stati fortunati a convincere i direttori generali dell’Asl che si sono succeduti nel tempo”. Così, con queste parole, quasi uno sfogo il loro, si rammaricano Peppe Adamo, Lorenzo Naso e Calogero Vetriolo, responsabili dei Csr di Enna, Piazza Armerina e Barrafranca.

“E questo nonostante – dicono – siamo dotati di strutture all’avanguardia e di personale che è altamente specializzato. Il seminternato è molto importante perché ogni momento della giornata viene impiegato per potenziare le autonomie personali del disabile: gli assistiti partecipano alle attività in comune, svolgono le terapie, frequentano laboratori, alleggerendo di fatto, cosa di non meno importanza, le problematiche dei familiari. Perché per capire cos’è la vita con un disabile bisogna starci tutti i giorni. E quindi avere un centro di riabilitazione, un hospital day, significa veramente dare un grande sollievo alle famiglie e un grande aiuto all’umanità. In provincia di Enna operiamo con i centri diurni ai quali collaborano la provincia e alcuni comuni e con qualche decina di euro di contributo per prestazione cerchiamo di campare. Ma non è la stessa riabilitazione che si fa con il seminternato”. E questa non è un’altra storia, è sempre la stessa, quella che dura da decenni e che ha costretto, a volte, intere famiglie ennesi a trasferirsi altrove pur di avere una adeguata assistenza per un figlio o per un parente in difficoltà. Intanto, che Enna sia una provincia considerata semplice periferia dell’impreo, svilita in questi anni dalla Regione, lo dimostra n dato su tutti. La quota pro capite nel settore riabilitativo assegnata ad un cittadino di Enna è di circa 12 euro, mentre a Catania la quota assegnata è di 69 euro e così anche il rapporto con Trapani, laddove è stata assegnata la quota pro capite di 47 euro. Ma questo non basta. Pare che una circolare dell’assessorato alla Salute dello scorso febbraio inviata a tutte le Asp, consenta di sottoscrivere nuovi accordi contrattuali con le strutture riabilitative già accreditate nei limiti di spesa esistenti. Che, detto in parole semplici, equivale a dire che chi è ricco sarà sempre più ricco e chi è povero sarà sempre più povero.

Giacomo Lisacchi 

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